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Larù...........spaces........

....ma il cielo è sempre più blu....... rino gaetano ...un genio (mica tanto) incompreso

benvenuto a te.........                                                                                                                                                               che forse sei un pò speciale come me.......  che credi nelle  coincidenze che ti accorgi che  il   destino è bizzarro   e cerchi di VIVERE invece di  SOPRAVVIVERE  ........

                                                       lasciami un saluto al tuo passaggio sul mio spaces.........

 

. ma il cielo è sempre più blu....

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    ANNA
    September 06 8:59 AM
    Ciao  tesoro come vnno i preparativi?
    ti auguro con tutto il
    cuore un sereno fine settimana
    Un abbraccio immenso
     

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    ANNA
    September 01 3:10 PM
    Ciao  tesoro  nonostante i tuoi impegni e
    pensieri  ti auguro con tutto il cuore
    un Buon inizio di settimana
    Un abbraccio immenso
    **-ANNA -**
    (fammi sapere la data :-) )
     
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    ANNA
    August 29 9:53 AM
    Ciao tesoro sono qui per augurarti
    un felice e sereno fine settimana
    Un abbraccio immenso

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    ANNA
    August 23 1:06 PM
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    Ciao tesoro Ti auguro con tutto il cuore uno splendido fine settimana
    Un abbraccio immenso
    Grazie per essere passata anche quando nn c'ero
     
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    ANNA
    August 06 10:53 PM
    Un Amico
    Cos'è per te un'amico
    perchè tu debba cercarlo
    Per ammazzare il tempo?
    Cercalo sempre per vivere il tempo.
    Deve colmare infatti le tue necessità,
    non il tuo vuoto.
    E' nella dolcezza dell'amicizia,
    Ci sono risate
    E condivisione di momenti gioiosi
    Poichè nella rugiada
    delle piccole cose .
    Il cuore trova il suo mattino
    E si rinfresca
    - Kahil Gibran -
     
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     Ciao carissima stasera sono qui per augurarti con tutto il cuore
    un buon weekend.
    Scusami tanto ma ultimamente nn ci sono,
    anche io mi sto godendo un po di relax.
    Ci sentiremo al più presto
    Un abbraccio immenso
     
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    Marika
    August 06 7:12 PM
    Ciao!!!veramente bello il tuo blog!!compliment!!^^ non pensavo che il mio intervento facesse così ridere XD grazie per il commento!!!!
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    luana
    July 29 8:04 PM
    ...E se il cielo fosse il mare
    non sarebbe bello alzare la testa e
    vederlo ondeggiare...?
    Invece di avere la testa tra le nuvole...
    avrei la testa tra le onde...!
    Che strani pensieri circolano nella mia mente!
    Ciao volevo solo lasciarti un saluto un pò...particolare...Animoticon
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    ANNA
    July 23 11:41 PM

    Durante la tua vita molte persone ti passano vicine,

    ti affiancano, si pongono davanti ma si fermano ad un palmo da te...

    Avviene però che alcuni di loro non hanno il timore di conoscerti

    non trovano ostacoli e ti attraversano...

    nel loro passaggio ti lasciano una parte di se che non

    te li farà più dimenticare... sono i veri amici!...

    Quelli che ti amano incondizionatamente!

     

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    Ti auguro con tutto il cuore un sereno fine settimana

    e sopratutto ti auguro Buone Vacanze

    A presto la tua amica ANNA

     

     
     

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    Don Marco
    July 21 10:01 AM
    Bella la canzone. Mi ricord la sigladi apertura di Sciaula di Radio DEEJAY.
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    ANNA
    July 18 2:06 PM
    Previsioni meteo:
    E' prevista pioggia di baci e abbracci,
    si consiglia di chiudere l'ombrello ed aprire il cuore,
    Meteo a cura di chi ti vuole bene
    La tua amica Anna
     

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    Ti auguro con tutto il cuore un buon fine settimana

    Un abbraccio immenso


     

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August 20

Sul piacere............

Allora un eremita, che visitava la città una volta l'anno, si fece avanti e disse:
Parlaci del Piacere.

E lui rispose dicendo:
Il piacere è un canto di libertà,
Ma non è libertà.
È la fioritura dei vostri desideri,
Ma non il loro frutto.
È un abisso che esorta alla scesa,
Ma non è profondo né alto.
È un uccello in gabbia che si alza in volo,
Ma non è lo spazio conquistato.
Sì, francamente, il piacere è un canto di libertà.
E io vorrei che lo intonaste in tutta pienezza
Ma temo che a cantarlo perdereste il cuore.

Alcuni giovani tra voi ricercano il piacere come se fosse tutto, e vengono giudicati e biasimati.
Non vorrei né giudicarli né biasimarli.
Vorrei che cercassero.
E troveranno non solo il piacere,
Poiché il piacere ha sette fratelli, e il minore è più bello dello stesso piacere.
Non avete udito di quell'uomo che, scavando la terra in cerca di radici, scoprì un tesoro?

E alcuni anziani tra voi ricordano con rimpianto i piaceri, come errori compiuti nell'ebbrezza.
Ma il rimpianto è l'oscurità della mente, e non il suo castigo.
Essi dovrebbero ricordare i loro piaceri riconoscenti come per il raccolto di un'estate.
Ma se il rimpianto li conforta, si confortino pure.
E tra voi vi sono quelli non così giovani per cercare, né così vecchi per ricordare.
E nella paura di cercare e ricordare, essi fuggono ogni piacer temendo di umiliare e offendere l'anima.
Ma proprio in questo è il loro piacere.
E in tal modo scoprono tesori, sebbene scavino radici con mano tremante.
Ma ditemi, chi può offendere lo spirito?
L'usignolo offende il silenzio della notte, o la lucciola le stelle?
E la vostra fiamma o il vostro fumo mortificano il vento?
Pensate forse di poter turbare lo spirito come con un bastone uno stagno tranquillo?

Spesso, negandovi al piacere, non fate altro che respingere il desiderio nei recessi del vostro essere.
Chissà che non vi attenda domani ciò che oggi avete negato.
Anche il vostro corpo conosce la sua ricchezza e il suo legittimo bisogno, e non permette inganno.
Il corpo è l'arpa della vostra anima,
E sta a voi trarne musica armoniosa o confusi suoni.

E ora domandatevi in cuore: "Come potremo distinguere il buono dal cattivo nel piacere?".
Andate nei vostri campi e giardini, e imparerete che il piacere dell'ape è raccogliere il nettare del fiore,
E che il piacere del fiore è conceder all'ape il suo nettare.
Poiché il fiore per l'ape è una fonte di vita,
E l'ape per il fiore è una messaggera d'amore.
E per l'ape e per il fiore donarsi e ricevere piacere è a un tempo necessita ed estasi.
Popolo di Orfalese, nel piacere siate come le api e come i fiori.

                                                                                                                                Kahlil Gibran

August 17

Il discorso di GANDHI

In questi giorni è stato ritrovato l’audio completo di questo discorso di Gandhi: oggi più che mai, un omaggio alla riflessione di tutti.

Discorso tenuto da Gandhi alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947. Traduzione e commento a cura di Tara Gandhi.

 

"fate battere i vostri cuori all'unisono con le mie parole"

Signora Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno la mia voce fino ai confini di questo immenso pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti.
Quello che volevo dirvi è che non devo scusarmi. Non oso, visti tutti i delegati che si sono riuniti qua da tutta l’Asia, e gli osservatori – ho imparato questa parola pronunciata da un amico americano che disse: “Non sono un delegato, sono un osservatore”. Di primo impatto con lui, vi assicuro, pensavo venisse dalla Persia, ma ecco davanti a me un americano e gli dico: “Sono terrorizzato da te, e vorrei che mi lasciassi stare”. Potete immaginare un americano che mi lasci stare? Non lui e, quindi, ho dovuto parlargli.
Quello che volevo dirvi è che il mio idioma per me madrelingua, non lo potete capire, e non voglio insultarvi insistendo su di esso. Il linguaggio nazionale, Hindustani, ci metterà tanto tempo prima di rivaleggiare con un linguaggio internazionale.
Se ci deve essere rivalità, c’è rivalità tra francese e inglese. Per il commercio internazionale, indubbiamente l’inglese occupa il primo posto. Per discorsi e corrispondenza diplomatici, sentivo dire quando studiavo da ragazzo che il francese era la lingua della diplomazia e se volevi andare da una parte all’altra dell’Europa dovevi provare ad imparare un po’ di francese, e quindi ho provato ad imparare qualche parola di francese per riuscire a farmi capire. Comunque, se ci deve essere rivalità, la rivalità potrebbe nascere tra francese e inglese. Quindi, avendo imparato l’inglese, è naturale che faccia ricorso a questa parlata internazionale per rivolgermi a voi.
Mi chiedevo di cosa dovessi parlarvi. Volevo raccogliere i miei pensieri, ma lasciate che sia onesto con voi, non ne ho avuto il tempo.
Però ieri ho comunque promesso che avrei provato a dirvi qualche parola.
Mentre venivo con Badshah Khan, ho chiesto un piccolo pezzo di carta ed una matita. Ho ricevuto una penna invece di una matita. Ho provato a scarabocchiare qualche parola. Vi spiacerà sentirmi dire che quel pezzo di carta non è qui con me. Ma questo non importa, ricordo cosa volevo enunciare, e mi sono detto: “I miei amici non hanno visto la vera India, e non ci stiamo incontrando in una conferenza nel cuore della vera India”.
Delhi, Bombay, Madras, Calcutta, Lahore – queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l’influenza dell’Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. Poi ho pensato ad un breve saggio – credo che dovrei chiamarlo così – che era in francese. Era stato tradotto per me da un amico anglo-francese, e lui era un filosofo, era anche un uomo altruista e diceva che mi aveva dato la sua amicizia senza che io lo conoscessi, perché lui parteggiava per le minoranze ed io rappresentavo, assieme ai miei connazionali, una minoranza senza speranze, e non solo senza speranze ma una minoranza disprezzata.
Se gli europei del Sudafrica mi perdonano per quello che dico, eravamo tutti “coolies” [lavoratore non qualificato a basso costo]. Io ero un insignificante avvocato “coolie”. A quei tempi non avevamo dottori “coolie”, non avevamo avvocati “coolie”. Ero il primo nel campo. Ma sempre un “coolie”. Magari sapete cosa si intende con la parola “coolie” ma questo mio amico, si chiamava Krof – sua madre era francese, suo padre inglese – disse: “Voglio tradurre per te una storia francese”.
Mi perdonerete, chi di voi sa la storia, se nel ricordarla faccio degli errori qua e là, ma non ci sarà nessun errore nell’avvenimento principale.
C’erano tre scienziati e – ovviamente è una storia inventata – tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall’Europa alla ricerca della “Verità”. Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità, non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America.
Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell’Asia. Uno trovò la strada per l’India e diede inizio alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Naturalmente, ciò avvenne prima dell’occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l’autore francese, ma visitò comunque le città, vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un’umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando, in quella casa Bhangi, nella famiglia Bhangi, uomo, donna, forse 2 o 3 bambini (lo dico come me lo ricordo) e poi lui descrive come la trovò. Tralascio tutto questo.
Voglio collegare questa storia a quello che voglio dire a voi, che se volete vedere il meglio dell’India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un’umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là, non ospitano neanche qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone. Ho detto quasi perché potremmo togliere una o due crore che stanno in città, comunque sarebbero 38 crore.
E poi mi sono detto, se questi amici sono qui senza trovare la vera India, per cosa saranno venuti? Ho poi pensato che vi pregherò di immaginare quest’India, non dal punto di vista di questo immenso pubblico ma per come potrebbe essere. Vorrei che leggeste una storia come questa storia dei francesi o altre ancora. Magari, qualcuno di voi vada a vedere qualche villaggio dell’India e allora troverà la vera India.
Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano così prima, di questo sono abbastanza certo. Non l’ho appreso dalla storia ma da quello che ho visto io stesso dell’India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all’altra dell’India, ho visto i villaggi, i miserabili esemplari dell’umanità, gli occhi senza vita, eppure sono l’India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo dei mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda.
Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me. Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storici indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua, o nella loro lingua nazionale, Hindustani, o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forme della stessa lingua. No, ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali, ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell’India, che l’India ha subito.
Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall’Occidente verso l’Oriente. E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito dal Buddha. Lui apparteneva all’Oriente, apparteneva all’India. Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall’Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad. Tutti loro li tralascio. Tralascio Krishna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori, ma sconosciute in Occidente, sconosciute al mondo letterario.
In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell’India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell’Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell’Occidente.
Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”.
Ci deve essere una conquista (applausi) per favore, per favore, per favore. Questo interferisce con il mio discorso, e interferisce anche con la vostra comprensione. Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto.Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare l’Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri: “Se credevo in un mondo unico?”. Certo, credo in un mondo unico. Come posso fare diversamente, quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, inconquistabili maestri ci hanno lasciato? Potete esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell’era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l’Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati, e nello sfruttamento voglio ovviamente includere l’Africa, e spero che quando vi reincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate della terra, vi incontrerete, se a quell’epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate.
Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le vostre menti, e capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d’Oriente ci hanno lasciato, e che se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell’Occidente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata anche dall’Occidente stesso.
L’Occidente di oggi desidera la saggezza. L’Occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo dell’Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all’Asia, e liberare il mondo dalla malvagità, da quel peccato.
Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato.

M. K. Gandhi

Come voi tutti sapete, L’ONU ha dichiarato il 2 ottobre, data di nascita di Mahatma Gandhi, la Giornata Internazionale della Non-violenza. Oggi Mahatma Gandhi appartiene a tutto il mondo. Siamo nel contesto della celebrazione mondiale di Satyagraha – la verità e la non-violenza – come praticata, sperimentata e vissuta da Mohandas Karamchand Gandhi. Mi chiedo se durante la storia, i concetti filosofici e morali della verità siano stati oggetto di una celebrazione così collettiva e cosciente nel mondo. Satyagraha – non-violenza e verità – sono inseparabili dal coraggio di Mahatma Gandhi. Il coraggio di Gandhi ha ispirato l’amore e la fiducia negli altri. La verità, l’audacia e la compassione saranno sempre rilevanti, e oggi ne abbiamo disperatamente bisogno.
È molto significativo ed importante che Telecom Italia non limiti la celebrazione della filosofia di Gandhi al 2 ottobre e che stia pensando di diffondere il suo messaggio a tutto il mondo attraverso il vostro grande e bellissimo Paese: l’Italia, amata da tutti. Personalmente ho compreso la filosofia di Gandhi non come studiosa o storica, ma dalle impressioni dei primi 14 anni della mia vita, quando ero molto vicina a lui e a sua moglie Kasturba. E adesso capisco sempre di più che il messaggio di Gandhi è una sfida diretta per la propria coscienza.

.......dal post di beppe grillo - Free Tibet

Free_Tibet
Invia una email al Segretario Generale dell'ONU
Inserisci la tua e-mail

Free Tibet. Stop to the China Olympic Games
Diffondi l'iniziativa
( 212123 email spedite )
Free Tibet
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Tibet libero

Se gli Stati Uniti avessero invaso il Messico. Se la Francia avesse occupato l'Algeria. Se l'Australia avesse dichiarato guerra alla Papua Nuova Guinea. Se il Giappone avesse annesso la Manciuria. Se l'Italia tornasse di nuovo in Libia con le cannoniere.Se tutto questo fosse successo nell'anno delle Olimpiadi negli Stati Uniti, in Francia, in Australia, in Giappone, in Italia. Le Olimpiadi si sarebbero tenute lo stesso in questi Paesi? In nome di cosa? Del WTO? Della globalizzazione? Del consumismo?
Il Governo italiano ha calato i pantaloni alla marinara di D'Alema (nessuno pensava che avrebbe fatto diversamente).
L'umanità ha un debito enorme nei confronti del Tibet, della sua cultura, dei suoi abitanti. Lo ha lasciato solo per quasi sessant'anni in nome della realpolitik. Un comportamento semplice da capire. Se sei grosso puoi invadere, distruggere, sterminare. Se sei piccolo e hai il petrolio, allora sono c...i tuoi. Cecenia docet. Iraq ridocet.
Il blog lancia oggi una petizione al segretario dell'Onu per un Tibet libero.
Inviate il messaggio:
"Free Tibet. Stop to the China Olympic Games"
al segretario delle Nazioni Unite e diffondete l'iniziativa.
La ruota del samsara vi premierà.


Questo weblog utilizza la Creative Commons License | Privacy | Credits: Casaleggio Associati

(Info)
Licenza Creative Commons
 
 

.........dal post di beppe grillo - Morti Bianche

16 Agosto 2008

Morti Bianche: "Veleni dal cielo"

marghera.jpg

Riporto una testimonianza dal libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio disponibile sul blog a prezzo libero.

"Quando ho perso il mio papà avevo 20 anni, mio fratello più piccolo 17 e il maggiore 23. Non si è mai pronti alla scomparsa di un genitore, specie quando si è giovani e soprattutto quando la persona cara viene a mancare in modo violento. Domenico Bonan, mio padre, è morto dopo nove mesi dalla scoperta di un tumore ai polmoni. A ottobre del 1999, a seguito di una tosse che gli toglieva il respiro, siamo andati da un medico pensando fosse una banale bronchite, ma scoprimmo la tragica notizia del cancro. Gli furono diagnosticati tre mesi di vita, ma se avesse accettato di fare la chemioterapia il dolore sarebbe stato meno acuto e avrebbe vissuto un po’ più a lungo. La posizione del cancro fra i due polmoni non permetteva un intervento chirurgico. Riuscirono a tenerlo in vita altri sei mesi. A luglio del 2000 ci lasciò, all’età di 56 anni. Dalla scoperta del cancro fulminante al decesso, tra i miei genitori e noi figli non ci sono stati particolari confronti su ciò che si stava vivendo. Bastavano gli sguardi. Questo era frutto anche del nostro carattere alquanto schivo e riservato, ma soprattutto per non aggravare lo stato di “serenità” familiare. Eravamo consapevoli di quanto ci stava succedendo e altresì che stavamo facendo tutto quello che si potesse fare. Non nascondo, eravamo speranzosi che si trattasse solo di un incubo.
Mio padre ha lavorato quasi trent’anni presso la Tricom, nel reparto di cromatura. Prima di lui sono deceduti altri colleghi, una ventina. Avevano cominciato tutti allo stesso modo, un po’ di tosse, sangue dal naso. Ma mio padre pensava di salvarsi in tempo. Non faceva altro che ripetere: “Non vedo l’ora di andare in pensione!”. Era convinto che andando via da quel posto sarebbe stato salvo. Però le cose sono andate diversamente. Mio padre amava il lavoro, trovava sempre qualcosa da fare. Se potessi rimproverargli qualcosa vorrei dirgli che avrebbe dovuto trascorrere più tempo con noi figli.
Dal giorno in cui è morto, ho preso la decisione di capire cosa c’era dentro quella fabbrica. C’erano troppi segnali che inducevano a pensare “Qualcosa non va”. Anche per il paese in cui vivo, la morte di mio padre per cancro era scontata: lavorava alla Tricom! Ho iniziato a raccogliere testimonianze di colleghi operai, a chiedere analisi ed è iniziata una causa dove la mia famiglia si è costituita parte civile. Ho fatto diversi sopralluoghi. Mi sono reso conto che i reparti non erano separati fra loro: un unico stanzone dove c’era il reparto di imballaggio, di cromatura, di verniciatura, di pulitura ecc. Chiunque poteva ammalarsi, nessuno utilizzava guanti, mascherine, non c’erano sistemi di protezione. I dirigenti non fornivano niente di tutto ciò, così come non fu mai detto a quali rischi effettivi si poteva andare in contro. Perfino l’impianto di depurazione non era funzionante, o meglio lo era solo in caso di controlli. Sì, perché nell’impianto era impiegato il sindaco che ha governato per 25 anni, a qualche giorno dai controlli si cercava di nascondere la polvere sotto il tappeto. Dalle testimonianze trovate, è emerso che in prossimità dalle ispezioni, agli operai venivano fornite delle mascherine per proteggesi dalle polveri (ma non idonee a ridurre l’esposizione a sostanze chimiche), si riduceva la temperatura delle vasche affinché non uscissero i fumi, si azionavano i pochi aspiratori presenti e si spalancavano tutti i portoni per creare flusso d’aria. Ma oggi anche il sindaco è indagato per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose gravi, omissioni di difese e cautele contro disastri ambientali e infortuni sul lavoro. Dalle analisi chimiche, oltre al cromo esavalente e al nichel sono stati trovati ben sette tipi di cianuro, piombo, soda e composti, acido solforico, ecc. Quando vidi le condizioni in cui lavoravano degli uomini per poter far mangiare loro famiglia, rimasi attonito. Dalle vasche, dove avveniva la cromatura, saliva su una nebbia persistente, alla quale gli operai erano sottoposti per tutta la durata della loro mansione. Alcuni accusavano: bruciori agli occhi con lacrimazione, bruciori allo stomaco, alla gola. I pannelli che erano posti sopra le vasche per essere azionati imponevano di sporgersi sul bordo delle vasche, vasche corrose, che si sgretolavano al tatto, ribadisco senza nessun tipo di protezione che potesse evitare schizzi o fuoriuscite di liquido. Alcuni testimoni hanno raccontato che quando un oggetto rimaneva dentro la vasca, gli operai dovevano salire sopra il bordo e con delle pinze prelevavano l’oggetto. Questa operazione doveva essere compiuta tempestivamente per non bloccare il ciclo produttivo. Ci sono stati lavoratori che sono addirittura caduti nella vasca, ricordo che mio padre mi raccontò di quando successe a lui, dovette tornare a casa a lavarsi e cambiarsi.
L’intera area lavorativa era un bagno di cromo esavalente, l’operaio camminava in una fanghiglia, il pavimento in cemento era stato corroso ed i veleni sono filtrati nel terreno inquinando perfino le falde acquifere. Tutti i familiari degli ex operai ricordano i forti odori nauseanti con i quali tornavano a casa.
Altro elemento inquietante emerso, riguarda lo smaltimento del liquido verdastro prodotto. Invece di essere sottoposto a regolare depurazione, in gran parte veniva disseminato attraverso autobotti nei terreni del comprensorio. Operazioni condotte probabilmente di notte, visto che alcuni operai hanno raccontato di vasche piene di sera e vuote al mattino. Si era pensato ad uno scarico in una roggia adiacente all’industria, risultata altamente inquinata, ma in realtà le uniche tubazioni a portare liquidi in quella roggia, erano quelle dell’acqua piovana: la pioggia che scivolava dal tetto si impregnava, vista l’assenza di aspiratori, di tutte le sostanze. Purtroppo queste cose sono emerse solo dopo la morte di un numero consistente di operai e di un inquinamento alle falde acquifere da cromo esavalente. Risultavano esserci state delle ispezioni da parte della USL, ogni volta nei verbali segnalavano carenze, ma la copertura politica ha permesso di ovviare. Tutti sapevano ma nessuno parlava. Basta pensare che l’agibilità alla ditta è stata notificata solo nel 1983, mentre era attiva già a partire dal 1975. Ricordi di paese parlano di bambini che andavano a giocare nei campi e tornavano a casa con le gambe macchiate di verde. Un infermiere che tentò di denunciare questa cosa ricevette intimidazioni per non parlare.
Oggi la mia famiglia, insieme a poche altre, porta avanti questa battaglia per veder riconosciuto il danno fatto ai nostri cari. Purtroppo non riceviamo molta solidarietà, né dall’opinione pubblica, né dai giudici che vogliono archiviare il caso. Se tutte le famiglie coinvolte facessero la loro parte, penso non ci sarebbero problemi a chiedere un’imputazione per strage; ma credo non se la sentono per due fattori. Il primo perché c’è sfiducia nelle istituzioni ed il secondo perché c’è troppa indifferenza condita di paura. Ed intanto chi dovrebbe essere altrove a pagare per i danni cagionati a vittime innocenti, cammina indisturbato a testa alta."
Samanta Di Persio dal libro "Morti Bianche".


cromo.jpg

August 13

ANDAVO A CENTO ALL'ORA

 

Citazione

YouTube - Gianni Morandi-ANDAVO A CENTO ALL'ORA(1963)
  

Buon Ferragosto a tutti!!!!

.......Ma proprio a tutti!!!!

                       Un abbraccio

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Updated 7/30/2008
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